sabato 22 dicembre 2007

Presentazione Del Libro

Un sms di Tullio Cusani a Francesco Saverio Alessio dopo la presentazione del libro "La società sparente" al Campidoglio:

"Grazie infinite per la magnifica giornata. Il libro possiede tutto il dna di un seme nuovo, capace di attecchire e di fiorire nella nostra amata (e sciagurata) terra"

Tullio




martedì 2 ottobre 2007

Presentato a Roma "La società sparente"

Ieri, nella sala Pietro da Cortona del Campidoglio, è stato presentato a Roma il libro "La società sparente", di Emiliano Morrone e Francesco Saverio Alessio, edito da Neftasia (Pesaro, 2007).Moderatrice Giorgia Basilico, oltre agli autori sono intervenuti l'editore, Stefania Campanelli, la giornalista Ida Dominijanni, del quotidiano "il manifesto", i deputati Angela Napoli e Franco Laratta, il filosofo Gianni Vattimo e Aldo Pecora, del movimento antimafia "Ammazzateci tutti".Dopo l'introduzione di Stefania Campanelli, che ha parlato della collana "Autori vittime della penna" (il prossimo 12 ottobre alla Fiera del Libro di Francoforte la presentazione ufficiale), cui appartiene "La società sparente", l'onorevole Angela Napoli ha lodato la coraggiosa denuncia di Morrone e Alessio, calabresi d'origine, insistendo sul "grave pericolo per la vita civile in Calabria rappresentato dai legami fra politica, 'ndrangheta, imprenditoria e massoneria". Il collega Franco Laratta ha invece sottolineato "la necessità di misure che impediscano alla 'ndrangheta di determinare l'esito delle elezioni, specie dopo l'omicidio di Francesco Fortugno". La Napoli e Laratta hanno dato un bellissimo esempio, di là dagli schieramenti di appartenenza, di come deve coportarsi l'uomo politico, su cui pesano grandi responsabilità. Ida Dominijanni ha analizzato il libro, apprezzandolo per la freschezza con cui sono raccontate molte vicende sui rapporti fra 'ndrangheta e politica. Ha poi mosso tre critiche:1) il fatto che, a suo avviso, il testo rimane nell'ambito della definizione della 'ndrangheta come crimine o mentalità diffusa;2) sembrerebbero non esserci speranze per la Calabria, in cui, per la giornalista, qualcosa si muove, invece, per esempio nell'informazione;3) la prospettiva adottata soffrirebbe di un'eccessivo attaccamento alla Calabria, caratteristica dei calabresi.Gianni Vattimo ha ricordato la sua esperienza quale candidato sindaco a San Giovanni in Fiore, nel 2005, precisando, con ironia sottile, "il pericolo che gli autori si ritrovino in una condizione di pericoloso isolamento, dato il tema affrontato". In effetti, "La società sparente" parte proprio dalla quella battaglia politica a San Giovanni in Fiore, individuando nell'assistenzialismo a oltranza, trasversale, una delle cause dell'espansione della 'ndrangheta e dell'omertà diffusa in Calabria.Francesco Saverio Alessio ha con durezza sostenuto che il malaffare calabrese è prodotto dalle sale del potere centrale a Roma.Emiliano Morrone, ricordando l'appello di Roberto Saviano a "interessarsi delle propria terra", ha detto a chiare lettere che il libro descrive vicende tipiche di una Calabria distrutta e che gli organi di controllo dello Stato non "effettuano delle radiografie del voto, le quali servirebbero a mappare e comprendere la dilagante corruzione nel luogo, grazie a cui la 'ndrangheta può dovunque compiere affari colossali ed esecuzioni spettacolari".Sala piena, giovani e rappresentanti di associazioni sono arrivati perfino da Firenze, dalla stessa Calabria, dalla Sardegna e dalla Campania. Molto toccante è stata la testimonianza di Aldo Pecora, leader di "Ammazzateci tutti". Il giovane ha silurato il ministro della Giustizia Clemente Mastella, che starebbe forzando, a suo dire, per l'immediato trasferimento di Luigi De Magistris, il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro titolare di varie inchieste scottanti sul sistema di corruzione generalizzata in Calabria. Molto importante anche l'intervento di Francesco Precenzano, presidente dell'associazione "Gens" di Cosenza, che ha rafforzato il discorso di Pecora invitando a una riappropriazione collettiva del politico.Precenzano, Pecora, Morrone e Alessio convengono sull'"utilità di Internet come mezzo di aggregazione e comunicazione per superare il silenzio, la paura e i tanti condizionamenti che impediscono una decisa opposizione delle coscienze all'azione genocida della 'ndrangheta, sostenuta da certa politica".Movimento giovanile, aggregazione, rete, coraggio e letteratura contro chi vuole l’agonia della Calabria.




Per acquistare La società sparente, si può cliccare su questo link


EMIGRAZIONE
L'emigrazione non si costituisce come un evento neutro ma come congiuntura critica generale e persistente che si impone come fattore di perturbazione dei meccanismi di regolazione dell'individuo e del gruppo।Per ciò stesso essa deve essere fronteggiata con molteplici strumenti culturali e psicologici.
Essa si manifesta come periodo di transizione ambivalente, come un'occasione di sviluppo che contiene anche un rischio concreto di perdita e di dissoluzione. [...]

Principi filosofici : Buddismo


Corpo e mente sono inseparabili, legati fra loro. Da duemilacinquecento anni il Buddismo afferma che gli aspetti fisici e spirituali hanno un’origine comune, sono due manifestazioni della stessa entità. È la vita stessa: l’energia vitale che scorre dentro e alimenta le funzioni fisiche e spirituali. Anche la scienza conferma questa inseparabilità. Uno stress psicologico può provocare una malattia fisica. Una disfunzione corporale può avere effetti sull’umore, sui pensieri.
Da alcuni anni ormai si va affermando una concezione psicosomatica (cioè che abbraccia mente e corpo) della medicina: il sistema nervoso e il sistema immunitario sono come due parti di un tutto, che comunicano continuamente fra loro. La concezione tradizionale separava il sistema nervoso (cioè il cervello e le cellule nervose, che costituiscono la sede della memoria, del pensiero, delle emozioni) dal sistema endocrino (ghiandole e ormoni che regolano l’organismo e integrano le varie funzioni corporali) e dal sistema immunitario (il sistema di difesa del corpo, che attraverso il midollo osseo e altre cellule controlla e ripara i tessuti).

A questa separazione corrispondono tre distinte discipline: le neuroscienze, l’endocrinologia e l’immunologia. Ma alcuni studi recenti dimostrano che tale distinzione è in realtà una distorsione concettuale.
Ad esempio si è scoperto che alcune molecole (genericamente chiamate “peptidi”, che comprendono neurotrasmettitori, ormoni, endorfine, eccetera) funzionano come “messaggeri” che collegano i tre sistemi, integrando le attività mentali, emozionali e biologiche. I peptidi non vengono prodotti solo nel cervello, ma anche in altre parti del corpo: sono la manifestazione biochimica delle emozioni, che “trasportano” ovunque ci sia un recettore per accoglierle. Questo gruppo di molecole pare sia responsabile delle “tonalità” emotive, che a loro volta si diffondono e influenzano sia il corpo che la mente. Come dire che tutti i pensieri, le percezioni e i meccanismi biologici del corpo sono modulati dalle emozioni. In fondo, anche i proverbi della saggezza popolare dicevano che “ridere fa buon sangue”.
Ma allora, cosa sono le emozioni? Torniamo alla teoria buddista dei dieci mondi: lo stato vitale profondo ha un’influenza concreta sul corpo e la mente. Attivando la tonalità giusta, tutto si modifica positivamente, si armonizza. Naturalmente, ciò non significa assolutamente che praticando il Buddismo si può fare a meno di curare una malattia con le medicine. È certo, però, come dimostrebbero studi recenti, che un’elevata condizione vitale – fatta di energia positiva, gioia, speranza – può accelerare un processo di guarigione.Ampliando poi il concetto fino ai tremila mondi, si può dire che il cambio di tonalità interiore genera un mutamento anche nell’ambiente circostante. Infatti l’individuo è collegato al suo ambiente: è inseparabile, come la cellula di un organismo più complesso. [...] l’essere umano è parte dell’“organismo” famiglia, luogo di lavoro, società… In tutti questi ambienti avviene un interscambio paragonabile a quanto visto per il rapporto corpo-mente. A un livello più esteso, anche la Terra può essere considerata un organismo complesso con la sua rete di equilibri e influenze fra “cose” ed esseri viventi.La convinzione illusoria della specie umana di essere in qualche modo indipendente e separata dal tutto (se non addirittura superiore, privilegiata, “eletta”) è ciò che la ha portata a comportarsi spesso come un’arrogante cellula cancerogena, che aggredisce e distrugge lo stesso organismo in cui vive. Sia esso la famiglia o il pianeta intero.Quindi, come già affermato prima, secondo il Buddismo tutto è collegato. Ognuno di noi ha un suo preciso ambiente (il sé, gli altri, le cose), in cui agiscono i mille mondi. L’influenza reciproca fra noi e l’ambiente dipende dallo stato vitale: possiamo essere schiacciati dalle circostanze, trovarci in perenne conflitto, farci guidare passivamente dalle situazioni. Oppure, decidere noi la direzione. Attivando la Legge universale di Nam-myoho-renge-kyo, ognuno può esercitare un’influenza positiva su se stesso e ciò che lo circonda. Questa è la “rivoluzione umana” dei tremila mondi.“La vita assomiglia al vibrare delle note. E l’individuo a uno strumento a corde”, scriveva Beethoven nel suo diario. Se l’individuo non ha l’intonazione giusta, non può risuonare con ciò che lo circonda. Anzi, la sua dissonanza “disturba l’armonia che si ode in un coro ben intonato”.Se Nam-myoho-renge-kyo è il vibrare della vita possiamo metterci in armonia con questo coro intonato. Sarà allora possibile afferrare “i suoni, che turbinano sovente come il vento, e altrettanto spesso mi turbinano nell’anima”.Ognuno può attingere ai “suoni” dell’universo e, come un grande compositore, creare la sua sinfonia. Una vibrazione vitale invisibile che parte dall’anima del mondo – la nostra stessa anima – e si espande nello spazio e nel tempo, inondando le cose e la gente; trasformando la realtà. Come le note potenti dell’Inno alla gioia della Nona Sinfonia, che da due secoli toccano i cuori del mondo.

giovedì 20 dicembre 2007

Design


Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.









Con design (o progetto) si indica l'insieme delle attività di ricerca, ideazione e progettazione, finalizzate alla realizzazione di un qualsiasi prodotto, sia materiale (una sedia, un'automobile), che immateriale (software, artefatti comunicativi, prodotti audiovisivi, e così via).

La parola, solitamente utilizzata come abbreviazione del termine anglosassone Industrial Design (Disegno industriale), può essere tradotta più correttamente con l'espressione "progettazione per la produzione industriale".


I significati del termine [modifica]

La parola inglese design significa progettazione (e non disegno) e indica un insieme concentrato di conoscenze, azioni, metodologie e strumenti finalizzati al raggiungimento di uno scopo, che rappresenta l'aspetto fondamentale di ogni attività di progettazione per l'industria. Si tratta di un processo completo e articolato che parte dalle primissime fasi di esplorazione e generazione di un'idea (nota come "concept design") e si svolge fino alla definizione finale di un prodotto e la sua collocazione sul mercato.

Nel corso del tempo il concetto, l'approccio e gli strumenti dell'industrial design si sono articolati nei vari settori industriali e produttivi in cui ha trovato applicazione: nel mondo della progettazione grafica e comunicazione visiva, si parla di "graphic design" e più di recente di "communication design" (Design della comunicazione), nel mondo dell'automobile di parla di "car design", nel mondo dell'abbigliamento si parla di "fashion design" (Design della moda), nel mondo dell'arredamento di "furniture design" (Design dell'arredo) nel mondo dell'illuminazione di "lighting design" (Design della luce) nel mondo degli allestimenti di "exhibition design", nel mondo del colore il "color design", fino ad arrivare al mondo del web dove si parla di "web design". Attualmente esistono molti campi applicativi in cui il design si è affermato, declinato a partire dalla radice primaria di industrial design.

Note storiche [modifica]

La storia della progettazione industriale è molto lunga e articolata, quasi quanto la storia stessa della produzione industriale. Uno dei punti più discussi è proprio la nascita di questa disciplina, per cui esistono diversi approcci.

Il principale fa risalire l'origine al movimento artistico cosiddetto Arts and Crafts, nato in Inghilterra nel XIX secolo, non a caso dov'è nata la rivoluzione industriale, attraverso il quale si assiste allo sviluppo delle arti applicate. Per queste il processo artistico-creativo non è fine a sé stesso, ma ha come campo di applicazione fondamentale la concezione e realizzazione di oggetti d'uso comune; tale intento riceveva un impulso e si sviluppava nel suo innovativo rapporto con i moderni sistemi di produzione ed il progresso nell'utilizzo dei materiali; ciò significava l'uscita da ristretti ambiti artigianali a favore di una produzione seriale ed economica che consentiva di allargare enormemente il pubblico destinatario degli oggetti stessi. La questione della produzione in serie è centrale nella storia del design ma non ne caratterizza per intero la sua realtà.

Altri autori collocano la nascita del design come professione e campo di intervento più definito a inizio '900 con l'attività dell'architetto tedesco Peter Behrens per la AEG, per cui progetterà quasi tutto, dalle fabbriche, ai prodotti industriali fino alla comunicazione dell'azienda. Behrens definiva questa attività "riorganizzazione del visibile". In realtà il termine "industrial design" nasce un po' più casualmente negli Stati Uniti negli anni '40, a quanto pare citato in un documento di un ufficio brevetti.

La storia del design prosegue e caratterizza tutto il XX secolo, laddove i mezzi per la producibilità in serie si intrecciano con le filosofie progettuali moderne, che vedono nell'oggetto costruito un "unicum" che tiene conto contemporaneamente delle valenze estetiche, funzionali d'uso e costruttive, tutte controllate in una logica che è tipicamente moderna e "razionalistica"; a padroneggiarla deve essere il "designer", che assurge a figura di creativo-controllore di tutto il processo a beneficio di una fruizione il più possibile allargata, asettica e quindi per così dire "democratica" di quanto viene prodotto per poter assolvere ad un determinato scopo. Basti pensare, in tal senso, al contributo fondamentale fornito dalla scuola di arti applicate del Bauhaus, vera e propria fucina di idee guida ed allo stesso tempo custode di una sorta di ortodossia dell'agire del designer nella società. Nel secondo dopoguerra le tendenze razionalistiche della progettazione si evolvono, ma lo svilupparsi del mondo produttivo continua a trainare l'idea di una progettazione per il consumo sempre più allargato.

Esistono, e si sono succedute, numerose scuole di design, che si differenziano soprattutto in base all'approccio, o alla metodologia progettuale nonché alla collocazione geografica tanto che si sente parlare spesso di design italiano, giapponese, tedesco, ..., ognuno con le proprie caratteristiche ben riconoscibili.

Campi del design [modifica]

Alcuni campi di applicazione del termine design:

Design e Internet [modifica]

Il mondo del Design industriale ha, specialmente negli ultimi anni, avuto da Internet un vero e proprio punto di forza per l'aggiornamento continuo tra progettista ed aziende. Attraverso la rete il designer ha potuto trovare una banca dati che sino a poco prima sembrava inimmaginabile, le conoscenze hanno portato ad un livello di specializzazione della professione sempre più forte sino a portare una miriade di campi specializzanti come il l'Urban Design, il Game Design, l'Interface Design o Interaction design, il Packaging Design. ecc.

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

Risorse
Scuole e università
Master

CULTURA MEDITERRANEA

CULTURA MEDITERRANEA

Alle radici della nostra cultura

Estratto da una intervista a cura di Giovambattista LOPEZ

San Giovanni in Fiore, 18 agosto 2003

Abbiamo incontrato ed intervistato il nostro concittadino Francesco Saverio ALESSIO [...]
Da quali bisogni, da quali idee nasce il [...]? La sua nascita è legata anche ai problemi dell'emigrazione?
Il [...] nasce anche dal bisogno di risolvere il senso di vuoto, di solitudine, di diversità, di non appartenenza che il processo migratorio provoca in un essere umano "costretto" ad abbandonare la sua terra e la sua cultura. La ricerca e la valorizzazione delle radici comuni alle diverse Culture può contribuire a rendere meno drammatica questo tipo di esperienza.[...]
[...] L'identità Mediterranea si attua quindi partendo dalla ricerca delle radici di ogni cultura occidentale?
Esattamente, il nostro Centro è fondato sull'idea che per le Culture distribuite lungo le coste del Mediterraneo le attività e le forme che le accomunano sono molte di più di quelle che le separano, e che il substrato culturale, dalla Scienza all'Architettura, dalla Cucina all'Oreficeria, dalla Musica alla Scultura, ha assunto espressioni diversificate ma simili e spesso strutturalmente identiche. Non solo, e questo ci interessa come Florensi, in questo tipo di visione di appartenenza comune dei popoli alle radici dell'identità Mediterranea,
la Calabria per posizione geografica e per tradizione storica dovrebbe esprimere naturalmente il suo ruolo di Centro del Mediterraneo.
Da un lato l'orgoglio di appartenenza a precise radici dall'altro la promozione e quindi lo scambio con altre culture, un conoscersi per scambiare e non un combattersi perché non ci si conosce, tutto ponendo come centro la Calabria?
Il contenuto morale e filosofico del nostro Ente è fondato
sull'appartenenza e sull'orgoglio dell'appartenenza alle proprie radici culturali, non meno che sullo studio di un possibile sviluppo moderno di queste radici, o della loro naturale evoluzione contemporanea in termini di capacità di relazione e scambio con altre Culture. Lavoriamo alla ricerca e alla valorizzazione dell'eredità delle radici culturali da San Giovanni in Fiore al mondo, alle radici comuni di ogni uomo, ai valori superiori dell'ospitalità e della fratellanza fra i popoli e tendiamo ad una piattaforma internazionale per lo sviluppo, la convivenza, lo scambio fra Culture diverse. La Società è stata fondata a San Giovanni in Fiore per la sua "centralità mediterranea" e perché questa città ha subito in modo più grave di altre i problemi dovuti all'emigrazione di massa della sua popolazione, in onore dei sacrifici dei nostri padri e per costruire un futuro più sicuro ai nostri figli, ai bambini di oggi, a quelli di domani. Più viaggio, cresco, lavoro, divento cosmopolita, più mi attacco tenacemente alle mie origini, fiducioso nell'idea che lo sviluppo dell'Uomo consista nella diversificazione delle culture e nel loro scambio in una convivenza pacifica e non nel loro appiattimento imposto con la fame e con la guerra. [...]
[...] In che relazione siete con la nostra Amministrazione Comunale?Nessun aiuto o proposta di collaborazione ci è giunta dall'Amministrazione Comunale, anche se avevamo proposto al
Sindaco Dott. Riccardo SUCCURRO, in un incontro tenutosi nel Comune di San Giovanni in Fiore, l'ingresso della nostra città nel partenariato Euro-Mediterraneo istituitosi intorno alla nostra Società, partenariato del quale fanno già parte molti partners, enti, istituzioni, università del bacino euro mediterraneo. Il Sindaco ci ha chiesto di sottoporre una nostra richiesta al Consiglio Comunale mostrandosi in realtà poco interessato; è buffo essere trattati come dei sognatori quando grazie alle idee promosse dalla nostra Società si è ricevuti da Ministri, Presidenti di Regione, Presidenti di Provincia, Sindaci, Rettori, Professori di tutto il bacino Euro Mediterraneo, ci vuole un politico locale per farti sentire scemo. Rispondendo precisamente alla domanda non abbiamo alcuna relazione con l'Amministrazione Comunale di San Giovanni in Fiore.
Quindi
uno strumento nato nel territorio per il territorio non è stato compreso o secondo lei non è voluto?
Secondo me non è né compreso né voluto e sarebbe lungo spiegarne i motivi, alcune idee le ho già espresse nei precedenti articoli per LA TESTATA. Assumendomi la responsabilità personalmente come cittadino florense ti posso dire: la colpa della povertà che ci costrinse all'emigrazione era del sistema di potere feudatario che vigeva fino a qualche decennio fa, ma la colpa del fallimento, la quasi inutilità dei sacrifici e dei drammi personali di generazioni di florensi in termini di sviluppo economico, sociale, culturale sul territorio, l'arricchimento di pochi sulle spalle di un'intera popolazione, l'assoluta follia della nostra urbanistica, è da attribuirsi, in ordine di responsabilità, alle classi dirigenti locali sia politiche che professionali innanzitutto, poi alla classe politica Provinciale ed infine alla gestione, ancora oggi e da sempre a dir poco rocambolesca della
Regione Calabria.
Ma cosa manca concretamente per avviare una seria politica di sviluppo territoriale?
In
Calabria, in Provincia di Cosenza, a San Giovanni in Fiore in modo particolare, sono mancati e mancano progetti, cioè previsioni di eventi in base a dati di fatto, studio della realtà per piani di sviluppo logici, in poche parole manca il fondamento intelligente della civiltà: l'applicazione del lavoro individuale ai fini della crescita economica e sociale dell'intero territorio di appartenenza, si lavora per se, se si lavora, e non per la società; inoltre in posti di reale responsabilità per lo sviluppo operano quasi sempre degli incapaci salvaguardati da un sistema di clientela.
Questa situazione è drammatica, non solo perché ha consentito la perdita irrimediabile di fiumi di miliardi che con progetti adeguati avrebbero assicurato la salvaguardia, o recupero, ambientale, storico, artistico, necessari per un logico, possibile sviluppo del turismo e della qualità della vita, ma soprattutto perché
ha obbligato intere generazioni di intellettuali, dai medici agli artisti, all'emigrazione o all'appiattimento professionale. Quasi tutti i nostri più brillanti intellettuali vivono in altre Città, in altre Regioni, in altre Nazioni, fornendo la loro preziosa opera dove viene ragionevolmente richiesta ed adeguatamente remunerata.Per chiudere, insistendo sull'emigrazione, ti lascio io con una domanda : se chi svolge un'attività intellettuale specialistica emigra perché qui non è richiesto, o riconosciuto adeguatamente, chi è rimasto a decidere le sorti della nostra città?
Francesco Saverio ALESSIO

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Design del Mediterraneo: Design: Camino di Casa Veltri a San Giovanni in Fiore, fotografia: Francesco Saverio ALESSIO © copyrigh 1987

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20 Dicembre 2007 - ore 12:28

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Emiliano Morrone, Cosenza. Giornalista, Attore e Autore di Teatro, formazione di tipo giuridico-filosofico. Autore con Francesco Saverio Alessio di La

Arte Mediterranea: Arte Florense: Francesco Saverio Alessio: Caricatura di Emiliano MORRONE copyright 2004 penna a sfera su carta colorazione effettuata al computer


Ideatore e curatore del 1° Festival internazionale della filosofia in Sila e del 2° Festival Internazionale della Filosofia in Sila. E' Fondatore e Direttore Responsabile del Laboratorio di Produzione Culturale "La Voce di Fiore"; fra i collaboratori Gianni Vattimo, Derrick de Kerckhove, Alfonso Maurizio Iacono. Ha promosso e curato il convegno Non fisica, fisica, metafisica, uno sguardo alla filosofia del diritto di Luigi Lombardi Vallauri, con riflessioni e tesi sul diritto degli Stati d'Europa in materia di aborto ed eutanasia e sul nichilismo teorico e pratico (San Giovanni in Fiore, 1995). E' autore di alcuni saggi di filosofia della politica, del diritto, epistemologia. E' autore di testi per il musicista Alessandro Cimino e di poesie musicate. Ha doppiato i personaggi Videocamera e Uomo cibernetico, del cartone animato Ready-Made Story, realizzato da Izetapiù (Firenze, dicembre 1999). Consulente presso l'Ufficio del Difensore Civico della Regione Toscana (2000-2001), si è occupato dello studio e della definizione di casi di diritto civile e diritto amministrativo. Ha curato, per lo stesso Ufficio, la redazione degli Atti della Conferenza Europea dei Difensori Civici Regionali, tenutasi a Firenze, nel 1999. E' stato autore e conduttore di programmi radiofonici per Radio Calabria Centrale e Prima Radio Libera, per cui ha realizzato una maratona radiofonica di 30 ore, per la raccolta di fondi a favore del progetto Acqua potabile in Burundi, in collaborazione con Missione 2000. Allievo e assistente di Fulvio Cauteruccio - (l’emigrato Roccu u stortu), ha lavorato come assistente alla regia in Iconoclast (F. Cauteruccio, dicembre 2002), La Tempesta (G. Cauteruccio, luglio 2002). Ha recitato, inoltre, in Studio Sogno (regia di F. Cauteruccio, ottobre 2001), Dentro La Tempesta (G. Cauteruccio, giugno 2001), B. (Teatro Piccolo di Milano, regia di F. Cauteruccio, testo di G. Spinato, settembre 2002). Con Maria Costanza Barberio ha concepito e diretto aIds: storie d'Impero applicato, lavoro teatrale (con Alex Cimino, Gennaro De Rosa dei Mandara e Marco Messina dei 99 Posse) sulle schizofrenie e le omologazioni dell'impero globale e sul silenzio dell'individuo (San Giovanni in Fiore, dicembre 2003). Dall'ottobre 2003 collabora con il sito web emigrati.it. E' fra gli organizzatori della manifestazione musicale "Jazz sotto le stelle" giunta nel 2007 alla quarta edizione.

Collabora o ha collaborato con: Ammazzatecitutti, Franca Andali, Domenico Barberio, Maria Costanza Barberio, Mirella Barracco, Saverio Basile, Enrico Giuseppe Belli, Emilia Blaiotta, Michele Borrelli, Michele Cagnazzo, Mario Caligiuri, Giuseppe Casamassima, Fulvio Cauteruccio, Giancarlo Cauteruccio, Alessandro Cimino, Comune di Serra Pedace, Comunità Montana Silana, Tullio Cusani, Gennaro De Rosa, Derrick de Kerckhove, Carmelo Dotolo, Don Battista Cimino, Alfredo Federico, 1° Festival internazionale della filosofia in Sila, 2° Festival internazionale della filosofia in Sila, Rosario Foglia, Galleria d'Arte Florense, GrandIncontri, Heritage Calabria, Alfonso Maurizio Iacono, Mario Iaquinta, Iconoclast, Il Crotonese, Il Manifesto, Il Quotidiano della Calabria, Jaflos.it, Michele Lacava, La Nave della Sila, La Provincia Cosentina, Federico La Sala, Giovanni Latorre, Luigi Lombardi Vallauri, Doris Lo Moro, Marisa Maida Caracciolo, Giacomo Marramao, Marco Messina, Marco Militerno, Mauro Francesco Minervino, Mario Morrone, Angela Napoli, Neftasia Editore, François Nicoletti, Oxford Teaching, Aldo Pecora, Provincia di Cosenza, Radio Calabria Centrale, Prima Radio Libera, Ready-Made Story, Regione Toscana, Regione Calabria, Leo Franco Rizzuti, Roberta Sala, Francesco Scarcelli, Socìetas Mattia P, Gianfranco Spinato, Carmine Talerico, Teatro a Sud, Giampiero Tiano, Vincenzo Tiano, Topologik, Marco Travaglio, Gianni Vattimo, Vattimo per la Città, Salvatore Viglia, Peppe Voltarelli, Santiago Zabala...